Ornella
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« il: 17 Luglio 2010, 15:35:56 » |
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!UNA SOLA COSA E' NECESSARIA; MARIA SI E' SCELTA LA PARTE MIGLIORE". (LC.10,42)
Disse Gesù a Marta, che, avendolo accolto in casa, gli aveva chiesto la cortesia di suggerire a sua sorella, Maria, di affrettarsi e preoccuparsi, con lei e come lei, per i servizi di una dignitosa ed esemplare accoglienza. Che grande figura fa fare a noi questa Marta, questa donna che rappresenta proprio 1000 donne, e uomini, e tutta l'umanità .
-Rappresenta coloro che non pregano; -rappresenta coloro che non hanno tempo di pregare; -rappresenta coloro che, mentre pregano, avvertono nella testa un sacco di pensieri alternativi e alienanti della preghiera, che condizionano il tempo o la qualità e la fede nella preghiera.
-Rappresenta anche me.
E cosa rispose Gesù a questa donna e, - in lei- alle persone che - vivono preoccupate e indaffarate; - vanno evidenziando le ricchezze- della casa e la propria condiscendenza a metterle a disposizione; - vogliono mostrarsi all'ospite,accolto in casa, ma lasciato fuori dal cuore? Cosa vuol dire Gesù a noi che non abbiamo il temmpo di ascoltare e guardare e toccare le persone che amiamo: il coniuge, i figli, i genitori che abitano a casa loro?
Cosa vuol dire Gesù a noi che non abbiamo il tempo di vedere i vicini e gli altri che bussano alla nostra casa, mentre noi cerchiamo di uscire per i fatti nostri?
Che vuol dire Gesù a tutti noi che non abbiamo il tempo di sentire, capire, rispondere, sorridere e avvicinare tanti che tentano di inserirsi nella nostra "routine" quotidiana?
Che cosa vuol dire Gesù a tutti noi che...abbiamo dimenticato la raccomandazione di Dio: "Ascolta Israele" (Es.6,4) e la raccomandazione dei genitori: "Ascolta figlio" (Prov.1,8).
"Il primo servizio da rendere a Dio e- a tutti- è l'ascolto.
Dare un pò di tempo e un pò di cuore; è dall'ascolto che comincia la relazione.Allora una sorta di contagio ti prende, quando sei vicino a uno come Lui, un contagio di luce, quando sei vicino alla luce".
La donna, l'uomo, chiunque non riesce più a "non fare", avverte la umiliazione che gli arriva dall'essere continuamente operatore, servo, mentre riconosce la vocazione del Signore Gesù "che non cerca servitori, ma amici, non persone che facciano delle cose per lui, ma gente che gli lasci fare delle cose dentro di sè. Il centro della fede non è ciò che io faccio per Dio, ma ciò che Dio fa per me." (Cfr.E.Ronchi in Avvenire n.165 del 15/07/10 pag.23)
DOMENICA 18 luglio 2010 sedicesima del tempo ordinario
Sac. ANGELO CALIGIORE
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