E nessuno ne parla. Sentita qualche notizia sui media nazionali? Perchè quando accadde a Napoli le immagini fecero il giro del mondo ed oggi sembra impossibile trovare filmati che mostrano la tragica realtà della Sicilia? Questa storia è la fotografia della condizione dell'informazione nel nostre paese che ormai è controllata da un solo uomo e funzionale ai suoi interessi.
Non si parla della crisi e del duro scontro in atto nel governo sulla manovra economica. Non si parla più della situazione dell'aquila ancora ingombra di maceri a più di un anno e con un sacco di gente ancora in condizioni assolutamente precarie. Non si parla della paralisi della regione Campania ferma al palo d'avvia per contrasti interni alla maggioranza, non si parla della spaccatura della destra in Sardegna. Se passa pure la legge bavaglio siamo al silenzio tombale. Potremo sapere tutto sulla cucina, sulla scuola per maggiordomi, sull'andamento delle vendite dell'abbigliamento, le mostre canine, vedremo le spiagge ai primi caldi. Minzolini ce ne informerà puntualmente. ma delle questioni che interessano davvero la nostra vita non dobbiamo averne conoscenza. In Sicilia, in particolare a Palermo, l'emergenza va avanti da tempo. L'azienda partecipata che gestiva la raccolta è fallita in un mare di debiti nonostante un intervento del governo per ripianare i debiti. Curioso di sapere quando la notizia non sarà più censurabile, a chi Berlusconi addosserà la responsabilità . Ai comunisti? Un po' difficile visto che regione comune sono in mano ai berlusconiani da 15 anni. La Sicilia è la regione del 61 a 0, cioè dove nel 2001 la sinistra non beccò manco un seggio. Era la cassaforte dei voti di FI. Ora la destra appare irrimediabilmente spaccata. Ma di tutto questo non sappiamo niente, perchè non se ne parla. Evviva l'Italia Berlusclonata
giuseppe galluccio
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fonte:
http://www.altrestorie.org/L'emergenza rifiuti si aggrava e riprendono i roghi di immondizia in pieno giorno. Fiamme nel pomeriggio a Mondello. Notte di incendi anche in provincia. Vigili del fuoco al lavoro soprattutto a Carini, Partinico e Terrasini. Le discariche sono sature. Nessun accenno di soluzione allo scontro tra governo nazionale e Presidenza della Regione
La tregua è durata pochissimo, lo spazio di una notte. Sono ripresi i roghi di rifiuti in pieno giorno a Palermo. Le fiamme sono state appiccate nel pomeriggio ai cumuli di immondizia non rimossa nelle borgata marinara di Mondello e a Pallavicino. I vigili del fuoco sono intervenuti nelle vie Mondello, Ruffo di Calabria, Kamarina e in piazzale Giove. Ad appiccare le fiamme sono solitamente i residenti che in questo modo protestano contro la mancata raccolta dei rifiuti.
Ma è emergenza anche in provincia dove le discariche sono ormai sature e i Comuni non sanno più dove andare a scaricare l'immondizia. Così crescono i disagi, mentre continua la guerra tra il governo nazionale, che vuole commissariare la Sicilia e realizzare nel più breve tempo possibile un inceneritore a Bellolampo, e il presidente della Regione Raffaele Lombardo che contrattacca minacciando un ricorso alla Corte costituzionale.
È stata una notte di grande lavoro per i vigili del fuoco di Palermo. Numerose squadre sono dovute intervenire per spegnere i roghi di immondizia nei Comuni della Provincia. Ad appiccare le fiamme sono stati, con ogni probabilità , i residenti che in questo modo esprimono il loro disappunto per la mancata raccolta. Una decina gli interventi dei vigili del fuoco, soprattutto a Carini, ma anche a Partinico e a Terrasini, nei pressi del campo sportivo. La raccolta è andata in tilt anche a causa dello stato d'agitazione dei netturbini.
La settimana scorsa, nel corso di un Consiglio dei ministri, il premier Silvio Berlusconi aveva espresso la sua preoccupazione per l'emergenza rifiuti scoppiata in Sicilia e aveva ipotizzato la realizzazione di un inceneritore simile a quello costruito ad Acerra, nel Napoletano. Al ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, è stato affidato il compito di occuparsi del problema dell'Isola. E la Prestigiacomo, in un'intervista a Repubblica, ha annunciato che "il governo è pronto ad assumersi la gestione commissariale dell'emergenza rifiuti in Sicilia" e che "entro due anni si può realizzare un termovalorizzatore a Bellolampo".
Un piano d'azione che ha mandato su tutte le furie il governatore Lombardo pronto a contrastare da subito l'ipotesi del commissario: "Se faranno un'ordinanza - ha replicato - andremo alla Corte costituzionale. Il Consiglio dei ministri mi convochi".
da repubblica.it