Ornella
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« il: 19 Marzo 2010, 22:02:25 » |
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"Donna, nessuno ti ha condannata?" "Nessuno, Signore". "Neppure io ti condanno; d'ora in poi non peccare più" (Giov.8,10-11)
Tento di pensare... Primo: Mi sono meravigliato di questo dialogo tra Gesù e una donna, che era stata sorpresa in adulterio ed era stata dai farisei e dagli scribi trascinata davanti a Lui perchè ne approvasse la esecuzione capitale, prevista dalla legge.(Lev.20,10) Potrei commentare...e preferisco conservare stupore e ammirazione. E a questa donna che successivamente i farisei e gli scribi avevano, inaspettatamente e liberamente, abbandonata lì, davanti a Gesù,dopo aver deposto le pietre prima raccolte per lapidarla, Gesù disse: "Neppure io ti condanno". Prendo atto che nè i farisei, nè gli scribi, nè altri ti hanno condannata.
Secondo: tento di capire che differenza c'è tra questa dichiarazione di Gesù, fatta nel territorio del tempio, a cittadini, più o meno credenti; e quella fatta ai discepoli e scritta nel vangelo di Matteo (18,18) "tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo".
E' forse un invito alle autorità religiose e civili e culturali a comprendere e difendere e diffondere l'impegno di Gesù, "venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto"? (Lc 19,10), perchè l'iniziativa è di Dio, non è un concordato o un trattato di pace, ma un cercarci da parte di Dio, come ha scritto l'arcivescovo di Siracusa in una parte della "Lettera ai Presbiteri".
DOMENICA 21 MARZO 2010 Quinta di Quaresima
Sac. ANGELO CALIGIORE
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