Pino Guzzardi
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« il: 18 Marzo 2010, 09:27:22 » |
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"Avanti così, la Rai deve chiudere tutto"
Annozero e Michele Santoro per mesi non fanno dormire sonni tranquilli al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi che schiera tutte le sue truppe, dentro e fuori l'Agcom (l'Autorità Garante per le comunicazioni) per bloccare quelle trasmissioni.
E la violenza verbale con i suoi uomini all'Agcom e con il direttore generale della Rai, Mauro Masi, aumenta ogni giorno di più perché ci sono difficoltà a bloccare Santoro, Floris e le altre trasmissioni non gradite al premier. E, come emerge dalle numerose intercettazioni tra Berlusconi e Giancarlo Innocenzi (entrambi indagati insieme al direttore del tg1 Augusto Minzolini), il presidente del Consiglio comincia a delineare gradualmente la necessità di far tacere non solo Annozero, ma di "chiudere tutto", tutti i talk show sull'informazione politica. Cosa che poi avverrà grazie al regolamento sulla par condicio approvato dalla Vigilanza e alla sua applicazione da parte del Cda Rai.
"Aprire il fuoco". In una conversazione con Innocenzi Berlusconi ordina di "aprire il fuoco" "non solo su Santoro, apritelo su tutte le trasmissioni di questo tipo". Innocenzi risponde: "Santoro continua a sbattersene, allora l'idea nostra è che da martedì, noi, cominciamo ad aprire il fuoco a tutto spiano". Innocenzi continua a rappresentare al premier tutto quello che stanno facendo insieme al direttore della Rai, Mauro Masi, per bloccare Santoro.
Berlusconi lo interrompe bruscamente e gli ripete: "Ecco, fammi finire, quello che adesso bisogna concertare è che l'azione vostra (di Innocenzi e di Masi ndr) sia un'azione che consenta alla Rai per dire "chiudiamo tutto"". Innocenzi continua a dire che Berlusconi ha ragione e gli spiega: "In più c'è un codice che abbiamo varato noi, che impedisce la rappresentazione di processi in tv, per altro avallato dal Csm e anche da Napolitano, con il plauso di Napolitano, oltre che del Csm e lui (Miche-le Santoro ndr) in spregio totale continua a sbattersene i co- glioni".
"Grave il processo a Cosentino". Innocenzi aggiorna Berlusconi su quello che ha fatto e su quello che farà : "Guarda io ti dicevo che avevo fatto già una riunione con Gorla (cda della Rai), con Cosimo Ferri (magistrato del Csm) con Romani... Cosimo ha messo in piedi questo tipo di giuristi e lunedì io ho già detto al segretario generale, a Calabrò (presidente dell'Agcom) che i quattro nostri fanno subito una denuncia all'autorità e noi chiediamo l'apertura dell'istruttoria, non solo per l'aspetto specifico di Cosentino (sottosegretario del Pdl per il quale la magistratura aveva chiesto l'arresto per camorra, richiesta respinta dal Parlamento ndr) ma per tutto il seguito delle trasmissioni che abbiamo analizzato, quindi ormai è un crescendo continuo da parte sua (di Santoro ndr)".
E Berlusconi punta a difendere Cosentino e dice ad Innocenzi: "Ecco è grave anche il fatto che facciano (ad Annozero ndr) un processo ad uno (Cosentino ndr), è gravissimo che qua non ci sia nessuno che lo difenda che quindi non ci possa essere nessun contraddittorio, è grave che facciano interpretare a degli attori delle cose che risalivano l'altro a dieci anni fa".
"Bisogna che tu chiami Casini". Innocenzi spiega al premier che si sta adoperando anche per il sottosegretario informandolo che sta tentando di convincere anche Gianluigi Magri (componente dell'Agcom vicino all'Udc ndr) anche se "è titubante, gli ho già parlato ma è molto titubante". Ed il voto di Magri, dice Innocenzi, potrebbe essere utile per bloccare Santoro: "Bisogna che tu chiami il Pier, perché mi ha detto Magri...". Berlusconi dice ad Innocenzi che vedrà Casini e che aspettava di incontrarlo. Ed Innocenzi: "Ecco però fai una cosa con lui, fagli capire che ci tieni molto al suo giudizio in genere".
E Berlusconi: "Io volevo fare l'indignato e mandarlo a fare in culo (a Casini ndr)", ma Innocenzi gli dice che sarebbe meglio non farlo. "Va bene ciao" conclude Berlusconi. E dalle carte dell'inchiesta non emerge se poi abbia incontrato Casini per il "caso Santoro".
"Volevano farmi un attentato". Berlusconi non ha un attimo di tregua, informa Innocenzi di avere parlato con il direttore generale della Rai Masi "e con tutti i nostri uomini perché ho fatto uno studio sulle televisioni europee, non c'è nessuna televisione europea in cui ci sono questi pollai e allora perché noi dobbiamo avere queste fabbriche di fango e di odio. Sono dovuto stare un giorno chiuso a Palazzo Chigi, dormirci la sera prima e la sera dopo perché - rivela il premier ad Innocenzi - è venuto fuori che volevano farmi un attentato accostando una macchina alla mia nel percorso da casa mia a Palazzo Chigi... e oggi Ghedini ha ricevuto una cosa con cinque pallottole in cui gli dicono che lo aspetta un caricatore intero, che sarà per lui, per sua moglie, per sua sorella, per suo figlio, che sanno dove va a scuola suo figlio che sanno dove va a giocare e gli hanno praticamente rovinato la vita...". E allora, conclude Berlusconi "non si può piu vedere Di Pietro che fa quella faccia in televisione, alla Rai, perché queste trasmissioni fanno sì che la gente dica "io non pago più il canone perché non voglio che i miei soldi vadano a Santoro e Floris"".
"Il pm e i danni alla Rai". E con tutte queste attività , tutte queste "pressioni" nei confronti dei suoi uomini alla Rai ed alla Agcom, per il pm che l'ha indagato, Berlusconi ha provocato "danni" alla televisione di Stato. "Pressioni" che Innocenzi, pluri-intercettato, quando viene interrogato dal pm di Trani, nega di aver ricevuto: "Assolutamente no". E quando il magistrato fa una domanda specifica, se avesse ricevuto pressioni per i "processi in televisione" Innocenzi risponde ancora: "Assolutamente no". "Ne è sicuro?". "Assolutamente si.. ".
Francesco Viviano, oggi - la Repubblica
Il premier con il generale Gallitelli
Un giorno fra fine ottobre e metà novembre del 2009. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è infuriato perché Annozero di Michele Santoro «non fa che trasmettere puntate contro di me», dice. Si lamenta con più di un interlocutore. Soprattutto con chi crede che possa risolvergli il «problema Santoro» facendo qualcosa che blocchi la sua trasmissione. A un certo punto chiama il generale di Corpo d’Armata Leonardo Gallitelli. Il presidente del Consiglio vorrebbe che il generale firmasse un esposto contro Santoro per le parole anticarabinieri pronunciate durante Annozero. Ma di quella telefonata non c’è traccia da nessuna parte. Non è agli atti semplicemente perché né Berlusconi (indagato per concussione e minaccia) né il generale sono intercettati. Per il generale non ce ne sarebbe motivo, per il capo del governo, sebbene sott’inchiesta, non è possibile procedere alle intercettazioni se non c’è un’autorizzazione formale della Camera (mai chiesta).
La telefonata a Innocenzi
Però è intercettato Giancarlo Innocenzi, il commissario dell’Agcom che nell’inchiesta di Trani è indagato per favoreggiamento. E il Cavaliere lo chiama. «Ho parlato con Gallitelli per la storia dell’esposto » gli spiega. «Allora va bene, ti chiamerà lui». Effettivamente il giorno dopo Gallitelli chiama Innocenzi, anche perché è difficile, se sei un generale dei carabinieri, non fare la cortesia di una chiamata chiesta dal presidente del Consiglio. La chiamata c’è. Quello che non c’è è l’esposto di Gallitelli che, stando ai fatti, non esaudisce il desiderio del presidente.
Il pressing e Masi E’ un’altra puntata della «strategia » del premier per cercare di neutralizzare Santoro. E Innocenzi, come dimostrerebbe più di una telefonata, si prende ogni volta l’impegno di aiutarlo senza riuscire nell’intento. Il pressing di Berlusconi è tale da far dire al presidente della Rai Mauro Masi (poi aggiornato sulle telefonate, perfino sugli insulti del premier contro Innocenzi) commenta: «Pressioni così manco nello Zimbabwe ». Eppure Masi, anche se riluttante, si dà molto da fare per non scontentare il presidente. Fin troppo, sono convinti in Procura, dove due giorni fa hanno acquisito agli atti le carte che lo stesso Michele Santoro ha messo nelle mani dei pubblici ministeri durante la sua deposizione. E’ lo scambio di lettere fra lui e il presidente Rai e gli inquirenti sembrano avere da quelle carte una sorta di conferma del «ruolo attivo» di Masi nelle azioni anti-Santoro. «La situazione del presidente Rai» confida uno di loro «è compromessa ».
I contatti con Letta
Dall’inchiesta di Trani emergono ogni giorno nuovi dettagli, altri stralci di intercettazioni. Gli ultimi riguarderebbero il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta: una telefonata di inizio dicembre 2009. E’ Innocenzi che telefona al sottosegretario dopo aver ricevuto una sfilza di chiamate dal presidente del Consiglio e averne fatte altrettante nel tentativo di mettere a punto le sue richieste. Innocenzi spiega a Letta i passaggi fatti fino a quel momento. «La Vigilanza sa tutto... Masi, sa tutto l’Autorità ». Dice che ha «fatto fare a due amici magistrati tutta l’analisi». Insomma: il «pacchetto anti-Santoro » è pronto. Innocenzi spiega a Letta che «ho dato tutto a Mauro » (secondo la Procura Mauro Masi) e gli dice che però Mauro vuole pararsi le spalle: quel che serve è che Calabrò, il presidente dell’Authority delle comunicazioni, dica a Santoro: «Niente trasmissione, non la puoi fare». Letta non commenta con approfondimenti. Sembra liquidare il suo interlocutore e taglia corto: «Va bene, lo cerco». In sostanza deve cercare Calabrò e convincerlo a fare il passo forte che vuole Mauro Masi.
Le lamentele
Ancora una volta Innocenzi telefona a Masi. E si lamenta di come Berlusconi lo tratta. «Mi manda a quel paese ogni tre ore», confida al presidente Rai. «Mi insulta. Mi dice che l’Agcom si deve vergonare, che è una barzelletta». Masi raccoglie gli sfoghi e ogni volta prova ad aiutare l’amico vessato. Ma non intende scoprirsi senza motivo: o c’è la carta giusta, l’esposto, l’ordine dell’autorità giusta, oppure lui non fa niente.
La puntata su Mills
L’ordine giusto non arriva. Santoro manda in onda la trasmissione sul caso Mills e Berlusconi va su tutte le furie. Chiama Innocenzi e lo riempie di insulti. Il commissario Agcom cerca di difendersi come può: «Sono anche andato da Calabrò incazzato come una biscia» cerca di giustificarsi. Ma il Cavaliere non si contiene. E chiede di fermare quantomeno la trasmissione del giovedì successivo: «Giovedì sera c’è il processo Spatuzza, voi non riuscite veramente a fare questa roba...». E’ un altro tormento per Innocenzi. Che ancora una volta però mette in moto la macchina contro Annozero. Tutto inutile.
Giusi Fasano- Il Corriere della sera di oggi
Altro che " strupo della tigre siberiana nel parco", gentile Dott. Giuliano Ferrara, direttore de " il foglio", il "nostro", già di per se padrone quasi assoluto della televisione privata, nella qualità di Presidente del Consiglio ha altresì " padroneggiato" nella TV pubblica e le trasmissioni di approfondimento sono state sospese.
Bel colpo, " caro silvio" ma, si ricordi, l'Italia non è certo lo Zimbabwe come peraltro Le ha ricordato uno dei Suoi asserviti " zerbini".
pinoguzzardi
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