Pino Guzzardi
certiificati
Super Contributore
Offline
Posts: 1738
|
 |
« il: 04 Marzo 2010, 11:43:12 » |
|
Si sale verso la collina, partendo dalla " marunnuzza", e già prima di arrivare in cima si ha l'occasione di ammirare i resti del convento, posti sulla sommità del "monte", ed uno scorcio fascinoso del panorama del nostro paesino con la sua defilata " matrice", l'orologio di S. Giacomo che ha segnato per secoli e segna ancora il tempo ed i ritmi buscemesi ed altresì la facciata della chiesa di S. Sebastiano.
E' pur vero che la salita è ripida e per certi versi faticosa ma se si potesse ripristinare la vecchia mulattiera che taglia il percorso si allieverebbe un pochino la fatica.
Si giunge alla " croce", ( una delle storiche quattro croci che circondano il paese) all'altezza di un piccolo slargo e da lì è possibile ammirare, in tutto il suo splendore, l'intero panorama di Buscemi.
Una diversione, a quell'altezza, percorrendo un ripidissima salita e con un sentiero da tracciare, consente di "affacciarsi" dalla parte cocuminale del colle S. Nicolò, proprio ove insistono i resti di un palmento a cielo aperto, a godere la vista dell'intero nostro paese, di quello di Palazzolo, Cassaro e Ferla fino ad arrivare, con lo sguardo, ai monti Climiti e.... fino al mare, oltre ad ammirare la città di Ragusa sullo sfondo e tutta la valle dell'Anapo.
Tornando indietro, percorrendo il percorso principale, si arriva all' "aria", spazio purtroppo degradato deturpato come è da grande quantità di materiale inerte risultante dallo scavo a suo tempo effettuato per tracciare la strada ed ove insistono, seppure ricoperti da grande quantità di sterpaglie, delle tombe a fosso, oltre alle fondamenta di una misteriosa costruzione, forse la chiesa di S. Nicolao e con lo sguardo si ammira, ancora una volta, il panorama di Buscemi.
E nei terreni circostanti, grande quantità di cocci in ceramica di tutte le epoche.
Si inizia la discesa ed un piccolo boschetto di quercie potrebbe accogliere i " passanti", dopo una piccola deviazione, circondato ed inframmezzato da grandi massi di pietra lavica ad evidenziare l'esistenza di uno dei tanti piccoli vulcani del territorio.
La ripida discesa ci consente di ammirare il panorama, sulla destra, del Comune di Palazzolo, quasi a toccarsi se non fosse che è separato da quel grande "canion", dalle pareti a picco, che segna il percorso del fiume Anapo.
E si arriva, allo stradale del " bosco", segnalando che tutto il percorso descritto è segnato da roveti, seppure mai curati e sistemati con adeguata potatura, che regalano in estate scorpacciate di more a mitigare la relativa stanchezza dei viandanti ( pochi per la verità e non si capisce il perchè).
Percorrendo lo stradale a ritornare verso Buscemi, subito dopo sulla destra, una stradina permette di raggiungere la " magghiarda", luogo ove trascorse buona parte della sua vita, piena di stenti e privazioni oltre che di sporcizia, il sign. Giuseppe Santoro, " fra Giuseppe" quando non era occupato ad incidere sul masso le sue Madonne naif o le sue " crozze", una delle quali Madonne, posta proprio in quel sisto, è stata orrendamente " imbrattata" con degli osceni colori da qualche " incivile" infedele.
In ogni caso è sempre un luogo da visitare facendo esso parte della seppur piccola recente storia buscemese.
Si ritorna verso Buscemi ed alla fine della salitella, appena iniziata la discesa, si rigode il panorama di Buscemi da altra prospettiva fino ad arrivare a dissetarsi alla " fontana della Madonna" la cui architettura, allo stato, è assolutamente inguardabile, meno male che la sorgente offre " chiare, fresche e dolci acque" a mitigare lo scempio.
Interventi proposti all'Amministrazione Comunale:
- sistemazione dei diruti muretti a secco lungo il percorso;
- decespugliamento dei bordi dalle " frasche" che quasi invadono la carreggiata;
- potatura, mantenendoli, dei roveti " dalle bacche rosse" in tarda estate;
- passamano in legno nei punti ove mancano i muretti a secco;
- creazione, in entrambi i versanti del colle, di punti panoramici di ristoro;
- e quant'altro.
Chissà se per lo scopo si potesse programmare uno dei ricorrenti " cantieri di lavoro"!.
pinoguzzardi
|