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Autore Topic: Berlusconi, Innocenzi e Minzolini indagati "Pressioni su Tg1 e Agcom  (Letto 237 volte)
gigi la trottola
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« il: 12 Marzo 2010, 19:15:13 »

ARI - Silvio Berlusconi, il membro dell'Agcom Giancarlo Innocenzi e il direttore del Tg1 Augusto Minzolini sono indagati per concussione dalla procura di Trani, l'inchiesta è nelle mani del sostituto procuratore Michele Ruggiero. Le indagini sono state condotte dalla Guardia di Finanza. I magistrati della Procura non hanno voluto commentare la notizia: "Oggi e domani non diciamo nulla, è inutile fare domande".

Il retroscena. Il premier voleva mettere il bavaglio ad Annozero. Lo scrive oggi in prima pagina il Fatto quotidiano, citando l'inchiesta, durante la quale - in maniera del tutto casuale - sarebbero state intercettate le telefonate che dimostrerebbero le pressioni e gli interventi di Berlusconi contro la trasmissione di Santoro.

Nelle intercettazioni che risalirebbero a circa tre mesi fa, legate a un'inchiesta su carte di credito e tassi di usura, si leggono, a margine del fascicolo, i nomi di Berlusconi, Giancarlo Innocenzi (membro dell'Agcom) e del direttore del Tg1 Augusto Minzolini. Tutti, secondo il Fatto, discutono della tv pubblica e dei suoi talk show. "La procura - scrive il giornale - ascolta in diretta le pressioni e le lamentele del premier per Annozero. Rivolte al membro dell'Agcom Giancarlo Innocenzi". Con inviti molto espliciti a chiudere il programma. In un'altra di queste telefonate il presidente del Consiglio si lamenta della presenza del direttore di Repubblica Ezio Mauro e di Eugenio Scalfari in un'altra trasmissione da lui odiata, Parla con me, condotta da Serena Dandini.

Innocenzi avrebbe rassicurato il premier sulla "soluzione" del problema. E visto che per agire contro
Annozero l'Agcom deve ricevere degli esposti, lo stesso Innocenzi si sarebbe detto disponibile a mobilitare alcuni suoi funzionari come consulenti sulla materia. Altrettanto clamorose le telefonate di Innocenzi al dg della Rai, Mauro Masi, in cui lamenta le continue pressioni del premier: "Nemmeno nello Zimbabwe", è il commento del direttore generale.

Chiama Minzolini "Direttorissimo". Disponibilie a venire incontro alle esigenze del capo del governo, sulla base delle rivelazioni del Fatto, è il direttore del Tg1 Augusto Minzolini, che Berlusconi chiama "direttorissimo", e che si sarebbe detto pronto a intervenire, ad esempio, sul caso Spatuzza: e infatti il giorno dopo in tv arriva il suo editoriale, in cui definisce "bugie" le parole del pentito di mafia.

Le reazioni. "L'Agcom è un'autorità indipendente e autonoma che non ha mai esercitato censura preventiva - dichiara il presidente Corrado Calabrò - Noi parliamo attraverso i propri atti e questi atti dimostrano inequivocabilmente la sua indipendenza e autonomia di giudizio".

Si chiama fuori anche Minzolini: "Non so di cosa si parla, non ho ricevuto nesssun avviso di garanzia e quale è il reato? Berlusconi mi avrà telefonato due o tre volte, non di più e comunque quanto Casini e gli altri. Siamo alla follia, credo di essere la persona più cristallina del mondo, quello che penso lo dico in tv".  "Tutto questo è demenziale, insulso, è un'intimidazione, ma non funziona assolutamente. Di fronte a una cosa del genere io vado ancora più dritto - continua il direttore del Tg1 Augusto Minzolini - Poi io con Santoro non c'entro nulla, faccio un'altra cosa, sono da un'altra parte".

Si difende con veemenza anche Giancarlo Innocenzi che annuncia querele e contesta "le illazioni" sottolineando "l'assoluta inconsistenza delle intercettazioni e l'illiceità della loro pubblicazione".

fonte: http://www.repubblica.it/politica/2010/03/12/news/inchiesta_a_trani_telefonate_per_bloccare_annozero_berlusconi_fece_pressioni_su_tg1_e_agcom-2602943/
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gigi la trottola
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« Risposta #1 il: 12 Marzo 2010, 19:18:21 »

ROMA - Muro contro muro. La nuova ondata di intercettazioni telefoniche scava un solco sempre più profondo tra maggioranza e opposizione. Intercettazioni nelle quali Berlusconi, il direttore del Tg1 Augusto Minzolini e il commissario Agcom Giancarlo Innocenzi discutevano della tv pubblica, delle sue trasmissioni con Annozero e Santoro nel mirino.

Il più diretto è Antonio Di Pietro: "Abbiamo presentato un'interrogazione urgente rivolta al premier per chiedergli con quale diritto si è arrogato il potere di condizionare un organo di controllo come l'Agcom chiedendo la chiusura di Annozero. Il responsabile dell'Agcom Innocenzi deve dimettersi ed essere cacciato a calci nel sedere, così come Minzolini". E il capogruppo dell'Idv alla Camera Massimo Donadi rincara affermando che quelle intercettazioni dimostrano l'esistenza di "un fascismo mediatico".

"Alla luce di quanto sta emergendo, la Rai non è tenuta a pagare multe né ad ottemperare alle diffide di un'Authority priva di credibilità e di autonomia. Quanto al ruolo di Minzolini, mi chiedo cosa aspetti il Cda della Rai a revocare la nomina a direttore del Tg1 e l'Ordine dei giornalisti ad intervenire per difendere la dignità della professione", attacca Rosy Bindi del Pd.

Intorno a Minzolini, il centrodestra fa quadrato. Tornando a spostare l'attenzione sulle intercettazioni. Strumento di indagine sgraditissimo al premier e ai suoi fedelissimi. "Ancora una volta spezzoni di ipotetiche intercettazioni, estrapolate da ogni contesto, vengono pubblicate con una palese violazione della legge, senza avere alcuna attinenza con i procedimenti dai quali derivano e senza avere alcuna rilevanza penale. Come mai l'autorità giudiziaria non interviene?", si chiede il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio,
Paolo Bonaiuti.

Per Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo dei senatori del Pdl "il vero scandalo è che possano finire sui giornali le telefonate del presidente del Consiglio, del direttore del Tg1, del commissario dell'Agcom e del direttore generale della Rai per un'inchiesta che nulla ha a che fare con tutto ciò".  Di tentativo di "mettere il bavaglio a Minzolini" parla il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri. Lapidario Ignazio La Russa, ministro della Difesa e coordinatore del Pdl: "Non potendoli arrestare chiedono le dimissioni di Minzolini e Innocenzi".

Per Libertà e Giustizia "viviamo oggi in un regime totalitario che sta cancellando ogni spazio di libertà. La situazione può degenerare ulteriormente con il rischio di tensioni politiche non controllabili". Per questo l'associazione chiede le dimissioni di Berlusconi, Minzolini e Innocenzi: "Persino nello Zimbawe sarebbero automatiche".

Michele Santoro, invece, se la prende con l'Agcom: "Va azzerato in favore di un garante monocratico".
"Se è vero che abbiamo un 'direttorissimo' asservito, la Rai dia subito al Tg1 un direttore autorevole e al di sopra delle parti,come il prestigio storico della testata ammiraglia esige e come il servizio pubblico è obbligato a garantire ai cittadini", sostiene il segretario dell'Usigrai Carlo Verna.

fonte: http://www.repubblica.it/politica/2010/03/12/news/reazioni-intercetta-2607000/
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