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Autore Topic: Guido Bertolaso, l'uomo del fare ma anche un " allocco", quanto meno  (Letto 605 volte)
Pino Guzzardi
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« il: 15 Febbraio 2010, 09:52:34 »


    Abbiamo tutti apprezzato il " fare" del sottosegretario alla Protezione civile Guido Bertolaso, sia nella risoluzione della problematica " rifiuti" a Napoli che negli immediati interventi del dopo terremoto a l'Aquila.

    Il punto è che il medesimo si era circondato di una banda di banditi impenditori con i quali intercorrevano certe intime amicizie e non solo.

    Sarebbe interessante sapere a cosa servivono quei complessivi 100.000 Euro che uno dei quattro impenditori arrestati disperatamente cercava in contanti nelle ore antecendenti un programmato incontro con il Responsabile della protezione civile nazionale fino al punto di rivolgersi ad un monsignore che ha la " missione" di raccolgiere fondi per opere di " carità" in Africa.

   In ogni caso, se Bertolaso non è direttamente coinvolto nehli affari illeciti quanto meno è indubitabile che è stato un
" allocco", ed in quanto tale si riscatta se presenterà le dimissioni.

   Un " allocco" non può continuare ad essere a capo di una attività ove si muovono miliardi di Euro e nei confronti del quale un imprenditore, che gli aveva procurato una " notte di passione" esclama, riferendosi ad un interlocutore telefonico con riferimento a quell'" incontro" ancora in corso, :" è come se avessimo guadagnato 500 punti"   .

     E stanotte con Bertolaso ho guadagnato 500 punti"

     Un uomo spiega qualcosa di Francesca, la terapeuta professionista


      Nella notte di Guido Bertolaso, c'è la voce di uomo di neppure quarant'anni che non sta nella pelle. Che spiega qualcosa di Francesca, la terapeuta professionista. E di Monica, la brasiliana. Di "ripassate" e "massaggi". Delle salette del "Salaria Sport Village". Delle ragioni dei favori sessuali offerti al capo della Protezione Civile, signore degli appalti e del perché siano diventati oggetto di indagine e occasione dolorosa per frugare nella privacy di un cittadino. È la voce dell'imprenditore Diego Anemone, che, intercettato, alle 22.59 della sera del 14 dicembre 2008, si lascia andare a quel che gli suggeriscono la pancia e la testa. Ha appena saputo che Guido Bertolaso ha richiuso alle sue spalle la porta della stanza dello "Sporting" in cui lo aspetta Monica. Che "È tutto in atto". E dunque può finalmente abbandonarsi: "È come se avessimo guadagnato cinquecento punti".

    Guido Bertolaso ha giurato che la storia dei favori sessuali è un'infamia. Il suo avvocato, Filippo Dinacci, ancora ieri ha aggiunto: "Bertolaso non ha conosciuto tale signora Monica, né ci sono mai stati con lei appuntamenti di qualsiasi genere". Ma un'informativa della sezione anticrimine di Firenze del Ros dei carabinieri che porta la data del 21 febbraio 2009, allegata alle oltre 20 mila pagine che accompagnano l'ordinanza, documenta cosa è accaduto la sera del 14 dicembre 2008, una domenica.

    Già dal pomeriggio, il cellulare di Simone Rossetti (R.), lo spicciafaccende di Anemone (il tipo che due mesi prima, il 10 ottobre, si sbatte per trovare due signorine "di qualità", "non due stelline del *****" con cui allietare la notte al "Gritti" di Venezia di Fabio De Santis e Mauro della Giovampaola, alti funzionai dello Stato) è incandescente. Parla con Guido Bertolaso alle 14.45 e alle 15.37. Alle 18.22, è al telefono con Regina. Regina Profeta (P.), ex stellina del "Cacao Meravigliao" di Renzo Arbore. Ora un po' avanti con gli anni e - dice lei - responsabile della "eventistica danzante" dello "Sporting". In realtà padrona della scuderia in cui, quella sera, sarà scelta Monica.

    P: "Simo',... una persona... un'alta ragazza bionda. Vieni un attimo al benessere a conoscere se è il caso?".
È il caso. Perché alle 19.09, Rossetti chiama Stefano Morandi, dipendente dello "Sporting" per preparare il set.
    R: "Senti, hanno lasciato acceso il benessere? Ci hai fatto caso? Perfetto... ok... perfetto. Verifica che sono andati via tutti quelli del Centro estetico. Senti, invece, un'altra cosa ti volevo dire. Mi verifichi un attimo se ci abbiamo un bikini di tipo brasiliano un po' stretto?".
    Alle 19.56, Bertolaso (B.) chiama Rossetti, con cui si dà del tu e di cui ha chiesto e ottenuto da tempo il numero con cui comunicare direttamente.
    B: "Sono Guido, che mi dici?"
    R: "Allora, guarda, tutto a posto. Tutto a posto. Tu quando vuoi vieni qui. Qui è tutto quanto chiuso e dopo ci sono io... un pezzettino.... va bene A posto. Tu parcheggia con la macchina tranquillamente in fondo al parcheggio dove sta la scalina che ti porta direttamente nel centro benessere. Oppure parcheggia al solito posto".
    Bertolaso lascia capire che non è libero nei movimenti. Perché arriva con la scorta.
    B: "Eh, no. Io sono al solito posto, perché non sono da solo ovviamente".
    Rossetti contatta nuovamente Regina per provvedere alla mise di Monica. E Regina lo rassicura ("Nella palestra, c'ho delle cose nell'armadietto. Vado a vedere se trovo. Vado su un attimo"). Quindi si raccomanda che, Dino Alemone, altro dipendente, deve restare allo scuro di quanto sta per accadere ("Allora, calcola che io a lei gli ho messo un asciugamano pulito").
    Alle 19.56, Rossetti chiama di nuovo Bertolaso e quindi parla ancora con Regina, che vuole istruzioni e la rassicura che accompagnerà Monica a casa, a serata conclusa.
   R: "Adesso arrivo. Dino non sa niente... Mi raccomando, sì. M'ha chiamato, m'ha chiamato. Gli ho detto. Va beh poi ci penso io. Lei però, mo' come facciamo, perché lui tra un pochino arriva. Tra una quarantacinquina di minuti. Sì, sì la riaccompagno io così dopo gli do i soldini e dopo noi ci mettiamo d'accordo dai... ci vediamo un attimo".
    Alle 20.14, Rossetti chiede a Erica Saverio (altra dipendente del centro) come attivare la sauna e l'impianto stereo.
    R: "Eccoci qua. Senti un po'... top secret... viene Bertolaso tra un pochino eh... riguidami un attimo va. Io ho provato ad aprire un po' di cose. Allora, la sauna l'ho aperta bene.... L'unica cosa. No, eh. No, senza, senza che vieni tu. Perché non so se lui come viene, capito? Io infatti mo lo sistemo e con Dino ci spostiamo. Senti una cosina, eh allora qui. Sto alla talasso adesso. Qui alla cabina della Talasso. Perché io ho provato a riaccenderla come m'hai fatto far tu un'altra volta. Solo che secondo me le ragazze l'avevano spenta e l'aspirazione".
    Alle 21.19 Rossetti chiama Guido Bertolaso (B).
    R. "Sono Simone. Sei arrivato? Ok arrivo subito".
    Alle 21.33, sempre Simone chiama Regina per dirle di togliersi dai piedi.
    R: "Eccolo. Mi senti? Aspetta un attimino. Allora, fai una cosina. Siccome ho chiuso tutte le porte, tu passa... Esci dalla porta dell'ufficio. Dicevo, esci dalla porta principale. Quella degli uffici. Quella lì sotto, dove ho acceso la luce. Passi da destra. Mò ti vengo incontro. Aspettami lì. Però non entrare dall'altra... Hai capito?"
     Anemone frigge e, alle 22.09 - annota ancora il trascrittore - Rossetti decide di comunicargli con una qualche goffa solennità mista e altrettanto goffa dissimulazione, che le cose filano per il verso giusto.
     R: "È tutto in atto. Da un'oretta. Sì... sì... capito? Sì... sì... Dopo vediamo. Un attimino... sentiamo... Comunque, tranquillo, l'ho messo subito a suo agio e niente.. l'appuntamento sta andando bene. E.. niente... ora c'è Dino dentro che sta mangiando. Però praticamente lui sapeva che lui veniva all'appuntamento. Però tranquillamente. Insomma, capito? Quindi lui sta dentro da solo... Si sta rilassando e basta.. capito?".
     Nell'attesa, Rossetti se ne va nel parcheggio del centro e si mette a chiacchierare con gli uomini della scorta di Bertolaso. Anemone lo tormenta per sapere.
     R: "Hey, sto qui al parcheggio. Tutto ok. Sto aspettando un attimino. E niente sto qua con la scorta. Va bo'"
     Alle 22.58, Bertolaso è ancora dentro. Ad Anemone è chiaro che le cose sono andate o stanno andando come sperava. 
     Si lascia andare.
     R: "No, ancora niente"
     A: "Come se avessimo guadagnato cinquecento punti, guarda... Che dici".
     R: "Comunque mo', appena esce ti chiamo. Ok?".
     Alle 23.04, allo Sporting è tutto finito. Guido Bertolaso chiama Rossetti.
     B: "Come esco, Simone?".
     R: "Sì, allora, guarda, c'è direttamente sulla destra o sulla sinistra... Vicino a una delle porte. Vicino a una rotella: Fagli fare due scatti in alto verso sinistra. Hai visto, gira quella verso sinistra. Sto venendo comunque giù con la chiave".
     Quello che accade nell'ora successiva è documentato da due telefonate. Mentre viene riaccompagnata a casa, Monica (M.), la ragazza, parla con Regina Profeta (P.).
     P: "Tutto a posto?"
     M: "Tutto a posto".
     Poi le due ridono e scendono nel dettaglio di quel che è accaduto tra Monica e Bertolaso. Monica assicura Regina che il cliente è rimasto "contento".
     Rossetti, invece, torna al centro per ripulire il set della festa. Parla con Anemone perché è preoccupato di non trovare i preservativi. Avverte che affonderà le mani nel cestino per portare via la carta che vede. "Che qui, i preservativi, manco si vedono... ".


Carlo Bonini - LaRepubblica.



     Lo scandalo non è certo nella " ripassatina" ( siamo uomini e non caporali) bensì sui fatto che la " ripassatina" era stata organizzata, presumo assieme a tante altre, per carpire la buona fede ( ! ) dell'allocco.

     E se non è un allocco...................




                                                                                                     pinoguzzardi
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« Risposta #1 il: 15 Febbraio 2010, 10:38:30 »

Condivido in pieno l'analisi, soprattutto il commento finale, commento che mi sarei aspettato dalle poche fonti di informazione ancora non del tutto "sottocontrollo". Agli occhi degli italiani (della stragrande maggioranza...ahimè) Bertolaso con questa storia passa come il meschino (uno dei tanti in questi ultimi tempi) beccato con le mutande abbassate ... e basta; ALLOCCO O FURFANTE, questo è quello che vorrei fosse messo in risalto da chi ci informa (!?!)...e quindi ... in un caso o l'altro ... a casa!!!
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« Risposta #2 il: 15 Febbraio 2010, 11:24:11 »

è il sistema che è marcio, bertolaso va casa il premier ne metterà altri al suo posto, e tutto il sistema berlusconi e Co che è sbagliato.
 questo sistema aveva come scopo principale quello di spendere e spandere senza nessun controllo (visto il carattere di urgenza!), ovvero un picccolo passo sulla concezione di stato che ha Berlusconi
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Pino Guzzardi
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« Risposta #3 il: 15 Febbraio 2010, 16:42:30 »

      Alcuni " flash" sul " sistema gelatinoso" che gestiva le opere pubbliche, a parte la disperata ricerca dei preservativi dopo l'incontro di Bertolaso con la massaggiatrice che si occupava, secondo lui, del suo dolore di schiena.   


Togli lo champagne

     "Alle ore 23.14 Rossetti chiama Stefano che è ancora al circolo: «Allora bisogna andare a sistemare il centro benessere, che ci sta lo spumante in giro e tutto quanto e questa è già pronta che deve andare via... intanto leva quello lì... e giusto la bottiglia, il doppio calice. Butta tutto. Fra quanto lo posso mandare giù quello della sicurezza?». Poi richiama Anemone: «È andato via. È rimasto più che contento, contentissimo».

    Alle 23.49 è Stefano a contattarlo.

    Stefano: «Oh... un’altra cosa. Io ho cercato tracce di preservativi... ma non l’ho visti...».

    Rossetti: «Ma sai dove ha fatto il massaggio?... L’ha fatto alla prima sala a destra dello Scen Tao... capito?... Come esci dal centro estetico... prima sala a destra... ».

    Stefano: «Okay, oramai io sono fuori ».

    Rossetti: «Va beh... non fa niente dai, ho dato tutto alla sicurezza».

    Stefano: «Quindi al limite se ci vuoi fare te un sopralluogo... però io ho cercato, niente. Ma lei che ti ha detto?... E dove li ha messi?».

    Rossetti: «Eh... che ne so!».

    Poco dopo Rossetti torna invece al centro benessere «e descrive in diretta a Stefano le operazioni di pulizia che sta effettuando. Quest’ultimo è incuriosito e gli chiede se la ragazza gli ha riferito qualcosa. Rossetti dice che preferisce raccontargli tutto di persona e gli dà appuntamento davanti alla chiesa a Settebagni »." !!!!!!!!!!


    Guido, Guido, ma perchè insistere sulla versione terapeutica dell'attività di Monica a favore della Sua cervicale?

    Che forse quei preservativi venivano indossati in ciascuna delle dita delle mani  per avere più efficacia la terapia praticata dalla bionda Monica?

     Un uomo è uomo non solo in quella occasione ma anche quando non mente!.



L'inchiesta di Firenze: gli appalti,


Gli imprenditori e i contatti con i politici

Le telefonate di Verdini (Pdl) e Fusi della Bpt

Nelle intercettazioni anche Altero Matteoli, Mario Pepe, Guido Viceconte

Le telefonate di Verdini (Pdl) e Fusi della Bpt


      «Nel corso dell’attività d’indagine sono stati raccolti numerosi elementi riferiti all’operatività di una struttura facente capo a due alti funzionari del ministro delle Infrastrutture, Angelo Balducci e Fabio De Santis, finalizzata all’illecita ripartizione dei lavori appaltati nell’ambito dei Grandi eventi». Comincia così l’informativa del Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri, sezione Anticrimine di Firenze, che il 15 ottobre scorso riferiva ai magistrati il presunto intreccio di corruzione e altri legami tra gli uomini che circolavano intorno alla Protezione civile e un gruppo di imprenditori. I quali, a loro volta erano in collegamento con uomini politici utilizzati per facilitare affari, incontri e contatti.

      Dalle intercettazioni racchiuse nel rapporto emergono i nomi dei parlamentari del Pdl Denis Verdini, Altero Matteoli, Mario Pepe e Guido Viceconte. Ascoltati mentre s’intrattengono al telefono con alcuni dei principali inquisiti dell’inchiesta, che a loro volta hanno rapporti privilegiati con chi gestisce gli appalti fuori controllo per la realizzazione dei Grandi eventi, a partire da Balducci e De Santis ( ndr:, l'ing. Angelo Balducci, provveditore alle opere pubbliche, gentiluomo (|) di Sua Santità e consultore del dicastero vaticano delle missioni, già vice capo della Protezione Civile Nazionale, oggi in carcere) ,. «È stata documentata la corresponsione ai predetti funzionari di utilità di varia natura da parte di un cartello di imprenditori in cui sono inseriti, tra gli altri, Francesco De Vito Piscicelli e Diego Anemone», scrivono i carabinieri. Piscicelli è l’uomo sorpreso a dire che la notte del terremoto in Abruzzo rideva pensando a quanto ci si poteva guadagnare (anche se lui ha negato, chiedendo scusa); Anemone è l’imprenditore (ora in carcere) ascoltato e pedinato mentre parlava e s’incontrava con Guido Bertolaso.

     Â«Ãˆ stato documentato — si legge ancora nel rapporto del Ros—che prima Vincenzo De Nardo e successivamente Riccardo Fusi, rispettivamente amministratore delegato e presidente del Consiglio di amministrazione della Baldassini Tognozzi Pontello (Bpt) spa, tramite l’imprenditore De Vito Piscicelli, hanno allacciato rapporti con Balducci, De Santis e un’altra funzionaria ministeriale, entrando gradualmente a far parte di questo ristretto gruppo di imprenditori favorito nelle aggiudicazioni dall’ing. Balducci e dai suoi collaboratori»; quelli che, solo per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia avevano assegnato, già nel dicembre 2007, «undici opere da realizzarsi in varie città del territorio nazionale, per un importo complessivo di circa 339 milioni di euro».

    Il trio De Vito Piscicelli-Di Nardo-Fusi, secondo il rapporto dei carabinieri, «ha avuto la preventiva assicurazione che alcuni lavori (del 150? anniversario e del G8 alla Maddalena, ndr) sarebbero stati aggiudicati in favore delle loro imprese unite in associazione temporanea». Ma non solo: «De Vito Piscicelli, avvalendosi dei suoi consolidati ottimi rapporti con Balducci e De Santis, ha richiesto a questi di intervenire presso il ministero delle Infrastrutture al fine di far assegnare alla Bpt spa di Riccardo Fusi il cantiere per la realizzazione della Scuola marescialli dei carabinieri di Firenze».

     Per questa «mediazione» De Vito Piscicelli ha chiesto a Fusi un compenso di un milione e mezzo di euro giustificato con la sua antica e consolidata rete di conoscenze, riassunta così in una telefonata del febbraio 2008: «Io ti ho messo a disposizione, a te e ai tuoi uomini, il mio background di dieci anni di buttamento di sangue... Perché sono convinto che insieme possiamo fare delle cose... Io ne avrò benefici e tu altrettanto... Io mi sono giocato dieci anni di rotture di c... di investimenti di tutti i tipi, capisci?».

    Fusi in quella conversazione diceva di capire, ma nel frattempo si rivolgeva anche ad altri amici. Uno sembra essere l’onorevole Denis Verdini, già esponente di spicco di Forza Italia e ora coordinatore del Popolo della libertà. Le telefonate tra lui e Fusi sono decine. In un’occasione — riferiscono gli investigatori — il deputato si vanta con l’imprenditore fiorentino di aver contribuito a far nominare Provveditore alle opere pubbliche della Toscana Fabio De Santis, uno dei quattro finiti in carcere nei giorni scorsi.

    «Ti volevo dire—racconta a Fusi il 21 gennaio 2009 — quella cosa lì romana è andata a buon fine, ma è stata dura eh... diglielo ai nostri... Poi lui... devo dire... è stato molto corretto con me... il piacere me l’ha fatto... tra l’altro ho parlato con il suo capo il quale ha detto "Va bè, se è per Denis... allora si fa". È stata una cosa dura... comunque... una cosa tosta... falla pesà, insomma». Dieci mesi prima, il 3 marzo 2008, Fusi e Verdini parlavano del «coinvolgimento in una comune operazione dell’imprenditore parmense Pizzarotti».

    Verdini: «Senti me... ma te con Pizzarotti come stai?».

    Fusi: «Io lo conosco, ho un buon rapporto... però c’è stata quella storia degli ospedali della Toscana... Lui si sta facendo l’interporto di Santa Croce.... le ferrovie a Bologna... roba grossa insomma, capito (...). Io non so perché serve, ma insomma...».

    Verdini: «Serve per quello che tu sai... perché sembrerebbe che lì ci fossero delle possibilità... ma da andare a stuzzicare... bisogna sapere che rapporto c’hai, insomma...».

    Il 28 marzo 2008, invece, discutevano di un’operazione bancaria condotta sul Credito cooperativo fiorentino.

    Fusi: «Ti volevo dire, ho parlato ora con Biagini, volevo...».

    Verdini: «Sì, si è fatto tutto... un po’ di fatica... ma insomma si è fatto tutto». Un mese più tardi, il 24 aprile del 2008, parlando della composizione del nuovo governo Berlusconi, a Fusi che chiedeva se poteva stare tranquillo Verdini rispondeva: «Tu devi stare tranquillo, perché io ho preso una decisione... A me mi era toccato l’Ambiente (cioè il ministero, ndr)... Però esco fuori, perché se accetto mi tocca rinunciare a tutto, lasciare la banca, capito? Quindi non posso... (...) diventerò capo del partito, prenderò il posto di Bondi (ex coordinatore di Forza Italia, ndr), anche di quello nuovo... ».

    Fusi: «Te l’hai capito? Che c’è tutto il mondo... ».

    Verdini: «Non ti preoccupare, siamo messi bene...».

    Nell’estate di quell’anno Fusi sollecita a Verdini (che in un’occasione chiede all’imprenditore l’elicottero: «Mi sa che mi serve», e quello risponde pronto: «È a tua disposizione, quando dove e perché») un incontro con Altero Matteoli, ministro delle Infrastrutture, per discutere la vicenda della Scuola dei marescialli. Il 5 agosto l’imprenditore parla direttamente col ministro.

    Fusi: «Come funzioni, sei già in vacanza? Ci si può vedere un minuto?».

    Matteoli: «No, io me ne vado stanotte e torno il 27 a Roma».

    Fusi: «Ah, il 27, ho capito, niente allora... So che ci dovrebbe essere stato un po’ di sviluppi per quanto riguarda la Scuola di Firenze... Dovrebbe arrivare al ministero una situazione abbastanza importante perché... l’Autorità di vigilanza ha riscontrato varie irregolarità...».

    Matteoli: «Però io... fino al 27 non torno a Roma ».

    Fusi: «Ho capito, va bene».

    Matteoli: «Ok, buone vacanze». L’8 ottobre Fusi e Verdini parlano ancora della stessa cosa.

    Fusi: «Poi ti volevo dire... con il ministro Matteoli... per quella storia della Scuola dei marescialli, che è nell’interesse dello Stato questa cosa, se si potesse anticipare... Se ci fosse verso che ci mettesse le mani lui...».

   Verdini: «Con lui ho fissato che ci si sente a fine settimana... ora fammi fare... faccio lui e poi faccio quest’altro...».

   Un capitolo dell’informativa dei carabinieri è intitolato «I rapporti dell’ing. Fabio De Santis e dell’ing. Angelo Balducci con l’imprenditore Guido Ballari, a sua volta in rapporti con il senatore Guido Viceconte e con l’onorevole Mario Pepe», nel quale si spiega: «Lo sviluppo investigativo consentirà di rilevare che l’on. Mario Pepe, a cui si aggiungerà anche il senatore Guido Viceconte, sono interessati nel far aggiudicare lavori pubblici all’imprenditore Guido Ballari». Gli investigatori riferiscono che fino al dicembre 2003 Ballari e Pepe comparivano (il primo amministratore unico e il secondo socio) nella Eurogruppo servizi.

   In un’occasione, il 26 marzo 2008, i carabinieri ascoltano l’onorevole Pepe che parla con Fabio De Santis di un concorso interno al ministero a cui l’ingegnere ha partecipato. E gli dà brutte notizie: «Ho parlato con Costanza... lei era molto... turbata... perché dice che sei stato vittima di una faida interna al ministero... Ti hanno teso una trappola, però lei si batterà perché tu possa occupare la parte alta della classifica... (...) Noi, quello che dovremmo fare... è cercare di fare scorrere quella graduatoria... Vabbè, ma quello ce lo vediamo noi, non ti preoccupare... ».

   L’intreccio di relazioni e telefonate porta i carabinieri a sostenere, in base a una conversazione del 9 giugno 2008, che «vi è qualche problema nei rapporti fra alcuni imprenditori e l’ing. Balducci; infatti Ballari riferisce a De Santis, alludendo a Balducci, che questi è stato brutalmente rimproverato da un soggetto di nome Guido, e probabilmente il riferimento è al parlamentare sen. Guido Viceconte». Diceva l’imprenditore Ballari a De Santis: «È storto perché l’ha cazziato brutalmente... (...) Bisogna trovare un sistema pe’ coprì tutto senza avere guai...». L’indomani De Santis chiamava l’onorevole Pepe e spiegava: «Allora io dovevo dire a Guido Ballari di dire a Guido Viceconte che l’appuntamento è momentaneamente sospeso perché il capo (Balducci, secondo gli investigatori, ndr) vuole fare il punto della situazione in ufficio».

Giovanni Bianconi
15 febbraio 2010



Ed io che sono un rinomato mangiapreti non posso che riportare, quì di seguito, dal " libro delle preghiere e degli inni dei giudei" il salmo n. 14:
 
" Lo stolto pensa: “Non c’è Dioâ€.
Sono corrotti, fanno cose abominevoli:
nessuno più agisce bene.
 
Il Signore dal cielo si china sugli uomini
per vedere se esista un saggio:
se c’è uno che cerchi Dio.
 
Tutti hanno traviato, sono tutti corrotti;
nessuno più agisce bene, neppure uno.
Non comprendono nulla tutti i malvagi,
che divorano il mio popolo come il pane?
 
Non invocano Dio: tremeranno di spavento,
perché Dio è con la stirpe del giusto.
Volete confondere le speranze del misero,
ma il Signore è il suo rifugio.
Venga da Sion la salvezza d’Israele!
Quando il Signore ricondurrà il suo popolo,
esulterà Giacobbe e gioirà Israele"
 



                                                                                                                       pinoguzzardi
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