Riporto qui la lettera di Padre Appollinaire.
Carissimi Amici,
Dopo un mese di vita nella mia nuova realtà (noviziato di Sangmelima), credo sia venuto il tempo di fare il primo punto della situazione. In questa prima lettera, non ci sono molte informazioni sulla parrocchia, visto che le attività della parrocchia si svolgono molto a rallento per ora, aspettando di conoscere le intenzioni del Vescovo e le direttive che vorrà dare per la realizzazione dell'Opera.
Vorrei parlarvi in questa occasione del centro di salute a me affidato (DISPENSAIRE CLEMENTE MAINO), della sua situazione, dei suoi bisogni, delle sue attese, delle sue speranze ma soprattutto dell'esperienza in esso svolta dalla Dott.ssa Giulia Carracchia, mia compagna di viaggio da Palazzolo Acreide.
Dopo il nostro arrivo a Yaoundè il giorno 11 settembre, abbaimo voluto, tre giorni dopo, scendere a Sangmelina per avere un'idea della situazione, soprattutto per quanto riguarda il centro di salute la cui penosa situazione ci era stata più di una volta preannunciata da varie voci. Siamo giunti a Sangmelina di notte e dopo aver trascorso una notte in albergo per non aver trovato qualche stanza pronta, abbiamo visitato il centro di salute in mattinata. Grande è stato il nostro stupore di constatare che il piccolo dispensario assomigliava più a un deposito di rifiuti che a un luogo di promozione della salute. Quella stessa mattina abbiamo avuto un primo incontro di lavoro con il medico responsabile (giovane medico generico) in servizio nel centro di salute da quattro anni. Ci siamo resi conto in pochi giorni della sua preparazione e della sua buona volontà , ma soprattutto dei limiti che gli impone il centro di non poter lavorare decentemente.
Dal giorno successivo la dott. Giulia ha iniziato ad assistere il medico nel suo lavoro, e questo le ha permesso di avere accesso ai vari servizi rendendosi in questo modo conto dei grossi limiti che la struttura presenta. Per cominciare, non ci sono i servizi: non c'è l'acqua. L'unica fonte d'acqua sono tre secchi utili sia a dissetare i pazienti sia a disinfettare le ferite e tutto il resto; non c'è la luce ne i mezzi di prima necessità per per svolgere una primaria attività di assistenza medica (guanti sterili, cotone, alcool, disinfettante, garze..). Tutto questo porta ad uno scarso livello di misure igienico-sanitarie. Il personale addetto maneggia i liquidi biologici senza alcuna protezione (nessuno usa i guanti a tal punto che Giulia si vergognava di fare uscire i suoi dallo zaino).
Oltre al medico, il personale consta anche da tre infermieri e di una signora addetta alle analisi. La stessa struttura consta di sei stanze tutte assolutamente prive di qualsiasi agibilità per le pessime condizioni igieniche e per la precarietà del materiale. Delle sei stanze, una accoglie una piccola farmacia e una sala d'aspetto. La piccola farmacia è sprovvista di molti farmaci. Le stanze sono tre di ricovero di cui una per il ricovero dei pazienti con malattie altamente contaggiose, un'altra per le visite e un'ultima per le analisi.
L'attività in questo mese è andato molto a rilento. Il medico dice che questo fenomeno è normale visto che coincide con mese dei rientri a scuola: i genitori pensano per primo a sistemare i bambini a scuola e non hanno i soldi per curarsi. Io penso invece che due altri motivi sono da non ignorare. Il primo è che l'inadeguatezzadel servizio e la precarietà delle strutture non incoraggia i pazienti a venire. D'altro canto di fronte alle difficoltà economiche a cui sono confrontate, le popolazioni si stanno sempre più rivolgendo alle cure tradizionali.
I principali motivi di ricovero sono anzitutto la malaria seguita poi da infezioni dalle vie aeree superiori RAS, la febbre tifoide, e altre infezioni gastro intestinali. Il dispensario è inoltre il punto di salute di riferimento per la comunità dei lebbrosi ormai in grande minoranza. Infine, alla struttura fanno riferimento anche i casi di primo soccorso del colleggio antistante il dispensario, in gestione dai frati.
Sono convinto che la dott.ssa Carracchia potrà fornire con generosità sufficienti informazioni sulla sua esperienza in questo centro di salute. Molti di voi mi hanno chiesto di associarli nella realizzazione di questa opera. Questa è un'occasione e una grande opportunità per fare nuova una realtà che è indispensabile per una frange della popolazione segnata dalla malattia, della lebbra e poco considerata dal resto della popolazione.
Rimango disponibile nell'accogliere l'esperienza di volontariato di chiunque vorrebbe portare qui nel posto la propria professionalità , o semplicemente la propria generosità .
Vi ringrazio e vi abbraccio tutti con grande affetto.
P. Appolinaire Anguissa Metogo(CFIC)
Intervento di P. Caligiore
Carissimi Fedeli,
dalla lettera di P. Appollinaire capite che:
1. il dispensario è vuoto e indecente;
2. P. Appollinaire ha chiesto aiuto alla nostra cristiana generosità .
Mi permetto di raccomandare la sua richiesta al vostro cuore.
Accogliete spiritualmente P. Appollinaire nella vostra famiglia e preparate per lui una busta-dono sotto il vostro albero di Natale.
Poi, il giorno di Natale, potete offrire la busta per P. Appollinaire durante l'offertorio della messa in modo che i parroci possano trasmettere il vostro regalo in Africa a P. Appollinaire.
Grazie
Sac. Caligiore Angelo